domenica 8 novembre 2009

La foto della settimana: erbacce...


Sono arrivate le piogge e con esse la campagna siciliana ritorna a vivere. Dopo la siccità dell'estate, l'erba secca e sbriciolata dal caldo, la campagna è un tripudio di erbe e fiori di campo.
Qui l'autunno è così. Al Nord la campagna si riposa e si addormenta, qui la natura si risveglia. Una sorta di primavera anticipata.
Piccolo problema per il giardiniere in erba (è proprio il caso di dirlo)... erbe e fiori di campo crescono dappertutto. In ogni spazio, in ogni interstizio dei muri a secco, in ogni vaso, in una crepa della pietra della scala. Dappertutto.
Oggi, però, mentre girellavo tra blog (il linguaggio preciso sarebbe surfare la blogosfera ma mi sembra una parolaccia) ho trovato una bella citazione, riguarda proprio le erbacce: "non esistono erbe infestanti, esistono piante che si installano proprio dove dovrebbero, al posto di quelle che la gente sceglie per i propri giardini o coltivazioni e che generalmente non corrispondono alle risorse del sito in questione" (Patrick Blanc - fonte internet: orto weblog).
Bene, con questa nuova consapevolezza posso armarmi di guanti e cominciare ad estirpare.
Le erbacce saranno anche le legittime proprietarie del mio giardino ma non ho intenzione di lasciarle vincere. E poi, non è che le uccido... le metto nel compost, così il ciclo della vita non si ferma mai...

venerdì 6 novembre 2009

A spasso per... Paris & Versailles

Dopo una quindicina di giorni di vacanza chez maman, nella verde Svizzera eccomi di nuovo a casa, pronta per condividere con voi una breve ma intensa avventura. La destinazione non è proprio nel cuore degli Iblei ma, come si dice, "Parigi val bene una Messa"!

Ho accompagnato maman, la Maestra, Sakura e Fernando ad uno stage di iaido a Versailles ma siccome io non pratico da un anno (sigh!), ne ho approfittato per vagabondare un giorno intero per Parigi insieme alla donna bionica (leggi la moglie di Fernando... ha un fisico strepitoso, sportivissimo) e una mattina a zonzo per il mercato di Versailles.
Un paio di giorni all'insegna della gourmandise... praticamente non ho fatto altro che mangiare, non ho fatto altro che comprare cose da mangiare e non ho fatto altro che confrontarmi su ricette con Marina.
Però i 23,5 km a piedi all'interno della Ville Lumière mi hanno sollevato un pochino dal senso di colpa!
Rifatevi gli occhi e fatevi venire l'acquolina in bocca con le immagini!


L'inizio della "passeggiata"...

Il meraviglioso mondo di Louis Vuitton

Place de la Concorde

Sedie comodissime alle Tuileries

Musée du Louvre

Un passo indietro nel tempo a Notre Dame

Fromagerie sull'Ile St. Louis

Lì lo chiamano caffè...

La fine della "passeggiata"... al 23 km un'ora di coda per salire sulla Tour...

Cavoli ornamentali

Confitures

Fagiolini ordinatissimi!

Qualcuno sembra chiedersi... che ci faccio qui? Dovrei essere a nuotare...

Tripudio di frutti di mare al mercato di Versailles

Autunno sui viali di Versailles

Se siete arrivati fino a quaggiù, beh, allora meritate un premio per la vostra costanza: un indirizzo da conservare e magari suggerire. Au chien qui fume è un ristorante situato sulla piazza del Mercato di Versailles... è un posto favoloso, si mangia divinamente e non ha nulla da invidiare alle brasserie di Parigi... consiglio vivamente la Poelée de St-Jacques (capesante in una salsina di finocchio, panna e Pernod) e la Crème Brulée al rabarbaro...

giovedì 15 ottobre 2009

Cosa bolle in pentola: reminescenze familiari

Giornata uggiosa oggi. Mentre aspettavo che C. tornasse dal frantoio con un po' dell'olio nuovo (ancora un po' di pazienza, presto tutte le novità!) ho pensato che sarebbe stato bello essere più vicina alla mia prozietta anche se a livello culinario. Ho aperto un cassetto ed estratto una confezione di budino Elah al gianduja. E poi ho iniziato ad aggiungere gli ingredienti segreti che fanno di questa ricetta il fiore all'occhiello della cucina della prozietta.
Praticamente funziona così: fai il budino secondo le istruzioni e poi, ad un punto non precisato, aggiungi in quantità non calcolabili biscotti secchi sbriciolati e cacao amaro in polvere.
Ho cercato di emularla e renderle omaggio con un super budino ma mentre il tutto ha cominciato a bollire e ad addensarsi ha telefonato C. per farmi sapere quanto olio aveva fatto. Ho lasciato il cucchiaio di legno per esultare e per poco non bruciavo tutto. Poi, quando ho messo il mio risultato nello stampo mi sono maledetta. Il nonno mi diceva sempre che era necessario un attrezzo pazesco per ripulire il fondo della pentola e fare in modo che non andasse sprecata nemmeno una goccia di prezioso cioccolato. Me n'ero dimenticata... e infatti non ho pulito la pentola in maniera adeguata.
Ora dovrò andare a recuperare le scatole della pasta dal sacchetto della riciclata e farle in piccoli rettangoli... perché sì, per pulire le pentole basta un pezzo di cartone rigido. Segreto di cuoco.

domenica 11 ottobre 2009

La foto della settimana: olive!


L'intera settimana è stata dedicata alle olive: alla raccolta, alla molitura e alla preparazione di deliziose olive che allieteranno i pranzi e le cene invernali.
Presto su questo blog gli "'ansegno io", ovvero gli how-to; inizieremo proprio dalle olive, stay tuned!

sabato 10 ottobre 2009

A spasso per... il porto di Ortigia

Ogni tanto abbandono il mio "esilio dorato" alla Zisola e mi concedo qualche giretto, per ricordarmi che c'è ancora tutto un mondo là fuori ma soprattutto perché qualche volta vengo assalita da attacchi di panico del tipo "non ho niente da mettermi, mi serve assolutamente qualcosa"... Alla fine, dato che sono una ragazza di buon senso, questi attacchi si risolvono in una semplice passeggiata e, se proprio sono in vena di eccessi, con l'acquisto di una rivista di moda.
La settimana scorsa, più in cerca di canovaccio da ricamo che preda di uno di questi attacchi, ho accompagnato C. a Siracusa e ho macinato chilometri.
C'era il sole, l'aria era frizzantina, il cielo era limpido e così, dopo aver acquistato in merceria mi sono diretta verso Ortigia, la perla di Siracusa. Per raggiungere l'isola bisogna attraversare un ponte sotto cui stazionano le barche da pesca. Piccoli gozzi di legno, perfettamente restaurati e tinteggiati, carichi di reti, lindi come se non fossero mai stati usati. Affascinanti da morire.
A destra del ponte, invece, c'è una banchina molto grande dove, guarda caso, erano ormeggiati due yacht... se avessi fatto un mucchio con tutti i gozzi dei pescatori non sarei nemmeno arrivata all'altezza del primo ponte... Belle, molto belle ma, volete mettere, il fascino del pescatore in tuta gialla che cuce a mano le sue reti... Io non ho dubbi, voi?







domenica 27 settembre 2009

La foto della settimana: Progetto persiane completato!


Dopo 3 settimane di duro lavoro, di sverniciatore, di smerigliatrice, di flatting, di pennelli e di svariate sostanze tossiche... ce l'abbiamo fatta! Le persiane di casa sono finalmente come nuove!

giovedì 24 settembre 2009

Cosa bolle in pentola: La prima zucca!

Il Professore ha coltivato zucche per tutta l'estate. Era un piacere, ogni tanto, entrare nell'enclave di Fort Apache (così abbiamo ribattezzato il suo orto) e sentirsi dire: "guarda guarda, ce n'è un'altra, laggiù, sotto quella foglia".
Veder crescere le zucche è incredibile, all'inizio sembrano delle palline da golf ma poi, di colpo, da un giorno all'altro, crescono e diventano enormi.
Il Professore, però, ha il pallino della frutta e della verdura acerba e così, la settimana scorsa, si è presentato da me con una carriola di zucche, almeno una ventina, dicendomi: "queste le do a te che sei del Nord e sai come cucinarle".
Piccola postilla: non ho mai cucinato una zucca in vita mia ma... io sono del Nord, si suppone che, così come accade per il risotto, anche la zucca faccia parte del mio DNA.
Ebbene, questa sera la prima zucca è finita in pentola!
La ricetta è addirittura svizzera, provata con la Mamma questa primavera. Non si tratta di null'altro che di una zuppa di zucca e patate (con tutta una serie di ingredienti buonissimi da aggiungere ma che ovviamente io non ho aggiunto perché ne sono sprovvista... trovatela voi la crème fraiche qui a Noto...). Il tocco siculo è dato dall'erba cipollina, quella del nostro giardino.
Domani a pranzo la sottoporrò al Professore... vi saprò dire!