Noto l'ingegnosa mi stupisce ogni giorno di più.
Ieri sera siamo stati a teatro, a vedere Beckett (e già questo la dice lunga sulla cultura del luogo) e, mentre aspettavamo di poter entrare abbiamo avvistato una bella libreria colorata addossata ad una parete del foyer.
Non era piena però qualche titolo interessante sembrava ci fosse. Ne ho preso in mano uno e sulla copertina, a fare bella mostra di sè, c'era un'etichetta con un libro che saluta... C. ha alzato il sopracciglio guardandomi perplesso, io stavo già sorridendo. L'ho guardato e gli ho detto "ma è bookcrossing!!! Sai, quelli che liberano i libri per strada aspettando che qualcun altro li trovi, li legga e a sua volta li liberi?"
Beh, questo era l'inizio di questa straordinaria avventura che, ad oggi, ha liberato più di cinque milioni di libri. Ormai esiste un sito internet (www.bookcrossing.com), occorre essere registrati, esistono luoghi deputati alla liberazione dei libri... bene, mai più avrei pensato che a Noto ne esistesse uno. Per trovarli a Milano bisognava far parte del giro un po' "off", di quella Milano finta alternativa che si nasconde per farsi vedere... e invece qui sono nel bel mezzo del teatro, a disposizione di tutti! Che meraviglia... così, già che c'ero, ho modificato il mio profilo sul sito e ho segnalato il mio cambio di residenza... e così adesso, a Noto, ci sono ben tre bookcrosser registrati. Se non fosse che non lavoro più nella moda direi... Adoro!
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giovedì 22 gennaio 2009
sabato 10 gennaio 2009
N 36° E 015°
Queste sono le mie nuove coordinate gps, o almeno una parte di esse. Così si arriva diretti diretti alla porta di casa. Già, dove sono? A 163 mt sul livello del mare, nella campagna siciliana, a qualche chilometro dalla città di Noto, provincia di Siracusa.
Più a Sud di Tunisi. E' una così bella frase. Qui è un vanto, in molti quando descrivono queste terre non perdono occasione per farlo notare. In fondo fa così esotico.
La città di Noto è meravigliosa, un'esplosione di tufo rosso con cui sono stati costruiti un'infinità di palazzi Barocchi, per soddisfare i desideri di una nobiltà che l'ha fortemente voluta e ricostruita. Correva l'anno 1693 e un violento terremoto rase al suolo quella che ora si chiama Noto Antica, posizionata sulla cima del Monte Alveria. Non fu solo danneggiata, fu letteralmente spazzata via. Gli abitanti non si persero d'animo: "non abbiamo più una città... e allora ricostruiamola!" (e se poteste sentirlo detto in dialetto acquisterebbe un significato molto maggiore). Immediatamente furono chiamati i più importanti architetti e ingegneri dell'epoca (siamo sempre in Sicilia, le cose si fanno in grande) e la città fu disegnata a tavolino e così riedificata più a valle, più vicina al mare. Si capisce bene, quindi, che una città nata dal nulla è per forza qualcosa di spettacolare, non c'è alcun tipo di ostacolo. Qui facciamo una via grande, qui c'è una bella prospettiva e si può costruire la Cattedrale, qui dove ci sono le salite facciamo i quartieri popolari, che si fa fatica a fare le scale!
Noto è di conseguenza un tripudio di capitelli, volute, statue, scalinate e chi più ne ha più ne metta. Si può proprio dire che non è stata fatta al risparmio. Non stupisce quindi che faccia parte del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.
Mi piace camminare per le sue vie, perdermi negli anfratti nascosti, alzare lo sguardo ad un cielo che non solo sembra più grande ma è costellato di cupole e campanili. Mi piace passeggiare al tramonto davanti alla Cattedrale, quando la pietra si incontra col sole e diventa infuocata, quando la gente si siede sulla scalinata ad assaporare quel momento magico, quando la città si ferma e si gode la sua bellezza. Quando si può essere fieri delle pietre che si calpestano.
Più a Sud di Tunisi. E' una così bella frase. Qui è un vanto, in molti quando descrivono queste terre non perdono occasione per farlo notare. In fondo fa così esotico.
La città di Noto è meravigliosa, un'esplosione di tufo rosso con cui sono stati costruiti un'infinità di palazzi Barocchi, per soddisfare i desideri di una nobiltà che l'ha fortemente voluta e ricostruita. Correva l'anno 1693 e un violento terremoto rase al suolo quella che ora si chiama Noto Antica, posizionata sulla cima del Monte Alveria. Non fu solo danneggiata, fu letteralmente spazzata via. Gli abitanti non si persero d'animo: "non abbiamo più una città... e allora ricostruiamola!" (e se poteste sentirlo detto in dialetto acquisterebbe un significato molto maggiore). Immediatamente furono chiamati i più importanti architetti e ingegneri dell'epoca (siamo sempre in Sicilia, le cose si fanno in grande) e la città fu disegnata a tavolino e così riedificata più a valle, più vicina al mare. Si capisce bene, quindi, che una città nata dal nulla è per forza qualcosa di spettacolare, non c'è alcun tipo di ostacolo. Qui facciamo una via grande, qui c'è una bella prospettiva e si può costruire la Cattedrale, qui dove ci sono le salite facciamo i quartieri popolari, che si fa fatica a fare le scale!
Noto è di conseguenza un tripudio di capitelli, volute, statue, scalinate e chi più ne ha più ne metta. Si può proprio dire che non è stata fatta al risparmio. Non stupisce quindi che faccia parte del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.
Mi piace camminare per le sue vie, perdermi negli anfratti nascosti, alzare lo sguardo ad un cielo che non solo sembra più grande ma è costellato di cupole e campanili. Mi piace passeggiare al tramonto davanti alla Cattedrale, quando la pietra si incontra col sole e diventa infuocata, quando la gente si siede sulla scalinata ad assaporare quel momento magico, quando la città si ferma e si gode la sua bellezza. Quando si può essere fieri delle pietre che si calpestano.
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